Nel 2024, i francesi dedicano il loro tempo libero ad attività che riflettono un bisogno di movimento, di legame sociale e di disconnessione. Due criteri dominano la scelta di un passatempo: il piacere percepito e il budget necessario. Nonostante la crescente presenza degli schermi, una larga maggioranza della popolazione rimane legata alle forme fisiche di intrattenimento: libro cartaceo, sala cinematografica, giochi da tavolo, campo sportivo.
Questa classifica si basa sui dati di affluenza, sulle recenti indagini dichiarative e sull’evoluzione delle pratiche dalla crisi sanitaria.
1. Pratica sportiva regolare: il passatempo che si è inserito nella quotidianità
Lo sport non è più un passatempo occasionale. La proporzione di francesi che praticano un’attività fisica almeno una volta a settimana è in costante aumento da diversi anni, raggiungendo un livello mai osservato prima. Questa progressione non si limita a una fascia di età: coinvolge sia gli adolescenti che gli adulti e i pensionati.
Ciò che distingue la pratica sportiva dagli altri passatempi è la sua doppia funzione. Risponde a un obiettivo di salute fisica e mentale, creando al contempo legami sociali. Il calcio rimane lo sport più popolare in termini di tesserati, ma la camminata, la corsa e la bicicletta dominano in termini di pratica libera, senza iscrizione a un club.
Un articolo dettagliato elenca i passatempi preferiti su Utile au Quotidien incrociando diverse indagini nazionali, confermando la posizione dello sport in cima alla classifica.
- La camminata e l’escursionismo attraggono tutte le generazioni, senza vincoli di attrezzatura né costi d’ingresso.
- Gli sport di squadra (calcio, basket, pallamano) mantengono un ruolo strutturante per la vita sociale, soprattutto tra bambini e adolescenti.
- Le attività all’aperto (trail, arrampicata, kayak) stanno crescendo regolarmente, sostenute da una ricerca di disconnessione digitale.
Lo sport è diventato un indicatore di benessere quotidiano, non solo un passatempo del fine settimana. Le politiche pubbliche accompagnano questa tendenza: diverse regioni investono nell’accesso allo sport per tutti, con misure mirate ai gruppi lontani dalla pratica.

2. Lettura e libro cartaceo: una resistenza che sorprende nell’era digitale
Nonostante la concorrenza dello streaming e dei social media, la lettura rimane un passatempo massicciamente praticato. Una maggioranza di francesi dichiara di aver letto un romanzo, un saggio o un racconto nell’arco dell’anno. Il libro cartaceo, in particolare, conserva un posto che il digitale non ha intaccato.
Questa resistenza si spiega con la dimensione sensoriale e disconnessa della lettura su carta. In un contesto in cui i francesi trascorrono più della metà del loro tempo libero davanti a uno schermo, il libro fisico rappresenta una rottura volontaria. Le librerie indipendenti e le biblioteche municipali rimangono luoghi di prescrizione culturale, in Francia più che nella maggior parte dei paesi europei.
La lettura tocca anche la vita familiare. I genitori che leggono con i loro figli trasmettono un rituale che si protrae fino all’adolescenza. I club di lettura, online o in presenza, si moltiplicano e creano comunità attive attorno a generi vari (giallo, letteratura contemporanea, manga).
Perché il libro cartaceo resiste al digitale
Quasi otto francesi su dieci rimangono legati alle forme fisiche di intrattenimento, secondo uno studio dell’Osservatorio E.Leclerc delle Nuove Consumi realizzato con Viavoice. Il libro cartaceo incarna questa preferenza: niente batteria, nessuna notifica, nessuna fatica oculare legata agli schermi. Per molti, leggere un libro significa precisamente non essere connessi.
Il mercato dell’editoria in Francia conferma questa tendenza strutturale. Le vendite di libri fisici si mantengono a un livello stabile, sostenute dai fumetti, dai manga e dalla letteratura per ragazzi.
3. Cinema in sala: il ritorno a un rituale collettivo
Il cinema in sala ha ritrovato il suo pubblico. Nel 2024, sei francesi su dieci dichiarano di essere andati al cinema nell’anno, un livello paragonabile a quello di prima della crisi sanitaria. Lo streaming non ha ucciso la sala oscura: le due coesistono, con usi complementari.
La sala cinematografica offre un’esperienza che il soggiorno non riproduce. L’immersione sonora, il grande schermo e il carattere evento di una proiezione la rendono un passatempo a sé. I multiplex hanno investito in tecnologie (suono Dolby Atmos, poltrone premium, proiezioni in IMAX) che ampliano il divario con la visione domestica.
Un passatempo familiare e generazionale
Il cinema rimane una delle uscite culturali più accessibili in termini di prezzo, soprattutto con le carte di abbonamento illimitato. Per le famiglie con bambini, una proiezione al cinema rappresenta un’uscita completa: spostamento, scelta del film, discussione dopo la proiezione. Questo rituale condiviso spiega in parte la resilienza dell’affluenza.
- I film d’animazione e i blockbuster generano le più forti affluenze familiari.
- Le proiezioni evento (anteprime, maratone, riprese di classici) attraggono un pubblico cinefilo fedele.
- I cinema indipendenti puntano sulla programmazione d’autore, sui dibattiti e sugli incontri con i registi per differenziarsi.
Il cinema in sala funziona come un passatempo sociale oltre che culturale. L’uscita al cinema rimane, per molti francesi, il primo riflesso quando si tratta di trascorrere un momento tra amici o in coppia. Questa dimensione relazionale, che lo streaming individuale non sostituisce, garantisce al cinema un posto duraturo nel trio di testa dei passatempi preferiti.
Sport, lettura, cinema: queste tre attività condividono un punto in comune. Presuppongono di lasciare lo schermo quotidiano, di impegnarsi fisicamente o socialmente e di dedicare un tempo definito a un’esperienza scelta. In un paese in cui la digitalizzazione delle pratiche avanza ogni anno, questa preferenza persistente per passatempi tangibili costituisce un tratto distintivo delle abitudini francesi.



